Nel calcio, la sostenibilità sta diventando una priorità, con stadi che adottano impianti fotovoltaici per ridurre l’impatto ambientale. Il progetto “Energia in campo” rappresenta un esempio concreto di questa trasformazione.

Il progetto “Energia in campo” a Udine

Lo stadio Bluenergy Stadium di Udine ha recentemente completato l’installazione di un impianto fotovoltaico all’avanguardia, composto da 2.409 pannelli solari su una superficie di 4.615 mq. Questo impianto è in grado di produrre una media di circa 3.000 kWh al giorno, coprendo una parte significativa del fabbisogno energetico dello stadio. L’iniziativa, denominata “Energia in campo”, rappresenta la prima Comunità Energetica Rinnovabile (CER) nel calcio italiano, permettendo a tifosi e aziende locali di beneficiare dell’energia prodotta in eccesso. Circa il 30% dell’energia generata, non utilizzata direttamente dallo stadio, sarà condivisa con la comunità, promuovendo un modello di sostenibilità e collaborazione territoriale.

L’espansione europea dell’energia negli stadi

Il concetto di “Energia in campo” trova riscontro anche in altri club europei. Il Porto FC, ad esempio, ha avviato due comunità energetiche rinnovabili legate alle proprie infrastrutture sportive, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030. Analogamente, il Borussia Dortmund ha annunciato la realizzazione del più grande impianto fotovoltaico su uno stadio, con oltre 11.000 moduli solari capaci di generare 4 MWh all’anno, contribuendo a una significativa diminuzione delle emissioni di CO2. Queste iniziative evidenziano come il modello di “Energia in campo” stia diventando una strategia chiave per i club calcistici europei impegnati nella transizione energetica.

Sfide normative in Italia

In Italia, l’implementazione di progetti come “Energia in campo” affronta alcune sfide normative. Recentemente, il governo ha avviato tavoli di confronto con imprese e associazioni per rendere più sostenibile il modello economico delle comunità energetiche, considerando l’ampliamento dei confini oltre i comuni con meno di 5.000 abitanti. Strumenti digitali come il Geoportale RSE sono stati implementati per monitorare e supportare lo sviluppo delle CER sul territorio nazionale, facilitando la diffusione di progetti ispirati a “Energia in campo”.